Poesia del nostro tempo. Agosto.

Lo scorso mese, il poeta Fabio Michieli, direttore di Poetarum Silva, si è domandato su Facebook quale importanza possa avere la nostra classifica mensile e annuale dei post più letti. Una domanda più che comprensibile, che però non prende in esame il lavoro che Poesiadelnostrotempo.it svolge, l’accuratezza con cui viene svolto, anche attraverso le sue rubriche fisse nelle categorie Autori, Argomenti, L’Italia a pezzi, Laboratori. Brevemente cercherò di spiegare i nostri metodi e l’interesse che rivestono certi dati, che poi sono in controtendenza su ciò che comunemente si potrebbe pensare osservando i social media.

Il nostro sito da agosto 2018 a fine luglio 2019 è stato letto da 126.000 utenti per 300.000 pagine visitate, arrotondando in difetto. Uno degli elementi più affascinanti della nostra classifica è che si fonda sulle letture dell’articolo da parte di utenti singoli che si connettono al sito. Siamo inoltre in grado di monitorare chi accede all’articolo attraverso link (solitamente dai social), e osserviamo che metà del nostro traffico giornaliero si collega agli articoli attraverso i nostri post su Facebook, Instagram e Twitter. Partiamo dunque dal lavoro quotidiano della nostra redazione…

Ogni giorno pubblichiamo un articolo (in programmazione estiva, cinque post a settimana), che viene condiviso in modo uniforme sui social dalla nostra media manager e responsabile dell’archivio di poesia dialettale Giulia Pettinelli. Ogni giorno il post viene condiviso su una cinquantina di gruppi di poesia su Facebook e sulle nostre pagine (Facebook, Instagram, Twitter).

Non possiamo osservare i dati di insight dei gruppi Facebook su cui postiamo il link, ma è interessante il dato della nostra pagina fb che conta un migliaio di utenti: ad esempio, un post visualizzato su questa pagina da 400 utenti genera 10-15 visite sul sito (quanti di solito cliccano sul link), un numero di letture davvero esiguo. Di conseguenza, non è affatto sicuro che i poeti che ricevono tanti like sulla loro bacheca abbiano un reale consenso o letture in base alle visualizzazioni fb; mi sento di affermare che è davvero un’inferenza senza basi statistiche, aleatoria. Non c’è correlazione tra i dati di visualizzazione e i like ricevuti su Facebook con le letture sul nostro sito, che dipendono invece dal clic sul link, pratica che si differenzia dai fenomeni di socializzazione.

Proprio assieme alla vicedirettrice di Poesiadelnostrotempo.it Silvia Rosa, più di un anno fa, abbiamo discusso il fenomeno dei poeti sulla cresta dell’onda nelle socializzazioni su Facebook, quelli con tanti like per intenderci, e con statistiche deboli sul nostro portale. Basta osservare la nostra classifica mensile per farsi un’idea di chi viene letto. Purtroppo non conosciamo i reali dati di lettura degli altri blog, non conosciamo i metodi che usano altri blog per la pubblicazione e diffusione, ma sarebbe interessante allinearsi su alcuni standard e riuscire a collaborare per ottenere più informazioni.

Prendiamo spunto dal nostro rilevamento del poeta più letto del mese precedente… Ad esempio, nel mese di luglio, la poesia più letta è stata quella di Emilio Rentocchini (Premio Cappello 2019), selezione in dialetto emiliano che ha totalizzato 600 letture. Un po’ meno della metà delle letture di questo post giungono attraverso link dai social. Rentocchini, che non è un abitudinario di internet, è sicuramente conosciuto per la sua opera di scrittura di ottave (con il suo ultimo libro edito da Book sono arrivate al numero tondo di 300) nel ristretto ambiente letterario della poesia, ma il link è abbastanza utilizzato dai “lettori social”, quasi la metà. Dunque possiamo ipotizzare che le letture dai social giungano per via della sua vittoria al Premio Cappello (nel titolo dell’articolo era segnalato), ma pure per la curiosità che suscita la scrittura in dialetto – tra i primi posti della classifica annuale troviamo Ivan Crico e Nevio Spadoni, decani della poesia dialettale. Potrebbe essere una spiegazione ragionevole? Credo di sì, perché le persone sono interessate ai premi, che esercitano una sorta di autorevolezza, e vogliono scoprire la poesia dei vincitori.

I post degli autori più letti del mese variano dalle 400 alle 700 letture, ma ci sono casi diversi come Simone Savogin, sulle 10.000 letture per via della partecipazione a Italia’s Got Talent, o come Gabriele Galloni sulle 2000. Tranne queste due personalità, note su Facebook e non solo, la maggior parte dei poeti più letti mensilmente sono spesso degli outsider dei social o non propriamente quelli che ricevono “barche” di like giornalmente su Facebook dai “supporter”. Abbiamo notato che le personalità poetiche che spesso polemizzano o sono in voga sui social, raramente sono letti. La Classifica (1000 letture mensili in media) ha un effetto marginale sugli articoli, anche perché chi era interessato a quell’autore non rilegge il post.

Il lavoro sistematico che Poesiadelnostrotempo.it svolge sulla poesia, fornendo anche i titoli dei libri più venduti dai piccoli e medi editori ogni anno (dove i versificatori maghi della socializzazione su Facebook scompaiono), ci permette di superare l’aleatorietà di certe affermazioni su fenomeni e poeti che monitoriamo, e ci dà la possibilità di agire razionalmente anche per integrare e migliorare la nostra proposta culturale. Ad esempio, c’è una correlazione tra i poeti più venduti nelle varie reti commerciali degli editori e quelli più letti sul nostro sito? Sono domande che ci poniamo, che possono essere utili ai vari segmenti editoriali, comunicativi, commerciali, della poesia.

Aperti a collaborare con gli altri blog in uno sforzo comune per comunicare al meglio la poesia, come stiamo già facendo in occasione del Premio Fortini e del Premio Lucini, auguriamo a tutti i blogger un buon lavoro, anche a Fabio Michieli e a Poetarum Silva, sperando sempre che i modi rispecchino quelli del rispetto reciproco. Speriamo comunque che i siti di poesia comincino a impostare il proprio lavoro in modo da poter comunicare i propri dati, che a noi pare una delle modalità (non l’unica) per dare vita a discussioni costruttive.

Un saluto dunque, con la poesia di Emilio Rentocchini, la più letta a luglio. Ecco un testo da 44 ottave (Book editore)!

 

La léngua al gred piò pur, disancoreda
e nuda, al brivid d’ogni pausa deinter:
umilmeint ed se stessa inamureda
e dal sô istant, damand n’artòurn al ceinter,
la scoca acsè d’incant la libereda
vanitê d’un vers. L’eteren un meinter
cucê lè ai pè d’un em ch’l’ha pers al fil
e al scoulta na poesia da un vec vinil.

 

La lingua al grado più puro, disancorata
e nuda, il brivido di ogni pausa dentro:
di se stessa umilmente innamorata
e del suo istante, come un ritorno al centro,
scocca d’incanto la liberata
vanità di un verso. L’eterno un mentre
accucciato lì ai piedi di un uomo che ha perso il filo
e ascolta una poesia da un vecchio vinile.

 

I primi tre della classifica annuale*

Al primo posto Simone Savogin porta sul palco alcune performance dal suo libro Come farfalla (Mille gru 2018), mettendo il ritmo a una sorta di autoconfessione, “una stoffa di suono, tessuta da unicorni e chimere” che rielabora un immaginario pop. Il poeta si pone alcune domande sull’individualità e sull’egotismo in uno speciale dialogo con un “figlio”, o se si vuole un “fanciullino”, una conversazione interiore che si chiede, ad esempio, “se mai ci sia grazie migliore / di quel senso di pace d’un sorriso che ti cola su spalla / mentre abbracci quel che vorresti essere tu”. La prima parte dell’opera, inaugurata da un testo in prosa, Date a me, è un supermarket di aggettivi, che hanno però il merito di costruire la prosodia; ma c’è anche qualche eccesso, e il testo iniziale che potrebbe forse spiegare il senso dell’opera, Incubo, non ha alcuna ritmica riconoscibile. La seconda parte aperta dalla prosa In chrysalis, incorpora un dialogismo che si avvale di diverse narrazioni, dell’ironia, con maggiore efficacia. Dopo la prosa Da me, si torna a costruire ritmi sull’intimismo, con alcuni giochi di parole più meditati; il dialogo con chi il poeta avrebbe voluto abbracciare e cullare “in Irlande di cieli e delfini” coglie semplicemente e con dolcezza un messaggio da rivolgere al “fanciullino”, che a sua volta risponde nel testo E tu sei anni con i desideri di un figlio, ma nella condizione impossibile dell’assenza: “Non ho mai imparato le stelle, papà, / e mi sarebbe tanto piaciuto […]”. Il libro di Simone Savogin è un’opera d’esordio, forse ancora da limare, ma commuovente. Tuttavia commuove quando è più semplice e dove il poeta non si affida ai giochi di parole, dove è più narrativa e dialogica (e meno concettuale).
Incorporando uno sguardo politico per superare la sfera intimista, scegliendo la semplicità rispetto ai giochi di parole, magari guardando al nostro pianeta e a un messaggio da lanciare, la poesia di Savogin potrebbe davvero avere una forte rilevanza.

Al secondo posto c’è Gabriele Galloni con una selezione da Creatura breve (Ensemble 2018), una plaquette composta da poesie sul tema di un’esistenza vissuta come mistero: si parla di una “terra secca che si sbriciola”, una sorta di materia che ha breve durata, appunto una “creatura breve”, quasi la vita e il mondo fossero il ritaglio di una diapositiva, il riflesso parziale di una escatologia, di una visione più vasta, ma impossibile da raggiungere. Via via la trama del libro si infittisce e compaiono personaggi “religiosi” descritti con ironia e sarcasmo nell’esecuzione di rituali e preghiere, evocazioni di quanto fintamente possa essere vissuto il rapporto con la vita, fino a prendere in same anche la distorsione della religione con il tema della pedofilia.

Francesca Mazzotta conquista il terzo posto con la raccolta Reduci o redenti (Carta Canta 2016, Premio Solstizio). Si tratta di un dialogo tra passato e presente, tra chi sopravvive, sia esso un netturbino, l’autrice stessa, i vivi deglutiti dai centri commerciali, gli individui raccolti con dolcezza come delle zattere tra le parole, i morti bambini cantati come ballate. Interessante il linguaggio che ci riporta a Luzi e a un ermetismo fondato sul quotidiano, con l’ingresso timido dei linguaggi di oggi (post it, new york times, time square).

Tutta la classifica*

1. Simone SavoginPoesie tratte da Come farfalla (Mille gru 2018)
2. Gabriele Galloni
– Poesie tratte da Creatura breve (Ensemble 2018)
3 Francesca Mazzotta – Poesie tratte da Reduci o redenti (Carta Canta 2016)
4. Cettina Caliò – Poesie tratte da Sulla cruda pelle (Edizioni Forme libere 2012)
5. Vittoriano Masciullo – Poesie tratte da Dicembre dall’alto (L’arcolaio 2018)
6. Nevio Spadoni – Selezione da Poesie 1985 – 2017 (Il Ponte Vecchio 2017)
7. Ivan Crico – Poesie da Seràie (Edizioni Cofine 2018)
8. Gaia Giovagnoli – Poesie da Teratophobia (Round Midnight Edizioni 2018)
9. Antonio Nazzaro – Poesie da Amore migrante e l’ultima sigaretta (Ærea | ensamble 2018)
10. Anthony Hecht – Poesie da Le ore dure (Donzelli 2018)

Poeti più letti nell’anno
Laura Marino 2017 – Inediti
Patrizia Vicinelli
2018 – Saggio di Davide Galipò

Poeti più letti del mese
Carlo Bordini maggio 2017. Poesie tratte da I costruttori di vulcani (Luca Sossella 2010)
Angela Bonanno
giugno 2017. Saggio su tutte le opere, a cura di Silvia Rosa
Domenico Brancale
luglio 2017. Inediti, poi pubblicati in Per diverse ragioni (Passigli 2017)
Giancarlo Sissa
agosto 2017. Poesie tratte da Persona minore (Qudulibri 2015)
Franco Arminio
settembre 2017. Poesie tratte da Cedi la strada agli alberi (Chiarelettere 2017)
Hilà Lahav
ottobre 2017. Intervista e selezioni di inediti a cura di Biagio Guerrera
Marilina Ciaco
novembre 2017. Inediti
Laura Marino
dicembre 2017. Inediti
Elena Zuccaccia gennaio 2018. Poesie tratte da ordine e mutilazione (Pietre Vive 2016)
Gian Mario Villalta febbraio 2018. Poesie tratte da Telepatia (Lietocolle 2016)
Alberto Bertoni marzo 2018. Inediti
Francesca Martinelli aprile 2018. Poesie tratte da Ex voto di briganti, fate, santi, contadini (FrancoPuzzo 2017)
Pierluigi Cappello
maggio 2018. Poesie tratte da Le nebbie (Campanotto 1994/2003) e saggio di Carlo Selan
Christian Tito giugno 2018. Inediti
Jonida Prifti luglio 2018. Inediti e intervista di Silvia Rosa
Noemi de Lisi agosto 2018. Poesie tratte da La stanza vuota (Ladolfi 2017)
Gabriele Galloni settembre 2018. Poesie tratte da Creatura breve (Ensemble 2018)
Vittoriano Masciullo ottobre 2018. Poesie tratte da Dicembre dall’alto (L’Arcolaio 2018)
Gaia Ginevra Giorgi novembre 2018. Poesie tratte da Manovre segrete (Interno poesia 2017)
Adriano Spatola dicembre 2018. Saggio di Giovanni Fontana
Irene Paganucci gennaio 2019. Inediti
Simone Savogin febbraio 2019. Poesie tratte da Come farfalla (Mille gru 2018)
Francesca Mazzotta marzo 2019. Inediti
Enrico Marià aprile 2019. Poesie tratte da I figli dei cani (Puntoacapo 2019)
Federica Fiorella Imperato maggio 2019. Poesie tratte da Geografie interiori (Aletheia 2018)
Marijana Sutic giugno 2019. Intervista di Silvia Rosa, poesie inedite

Emilio Rentocchini luglio 2019. Poesie tratte da 44 ottave (Book editore 2019)

* Per la classifica vengono presi in considerazione i post più letti nell’ultimo anno su Poesia del nostro tempo, nonché quelli dell’ultimo mese. I dati di lettura si riferiscono alla visita diretta all’articolo di un utente singolo (eventuali altre letture dello stesso utente non vengono prese in considerazione).

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