Poesia del nostro tempo. Ottobre.

“La trama del poema è la seguente. Un uomo, giunto a metà della sua vita, si volge agli anni trascorsi e si accorge di non aver dedicato un solo giorno alla virtù; si interroga circa le cause dell’intrinseca infelicità degli uomini e della loro naturale propensione al vizio. Decide, pertanto, di andare alla ricerca della Natura, che ritiene responsabile della creazione del genere umano, per scoprire le ragioni del suo accanimento verso le creature. Mosso da questo intento, e morale e conoscitivo, il protagonista attraversa tutte le parti del mondo, luoghi reali e allegorici che sono le rappresentazioni dei vizi umani”… Basterebbero queste parole di Laura Marino, per spiegare come mai il più letto durante il mese di settembre sia stato Giovanni di Altavilla, direttamente dal medioevo con l’Architrenius, nella prima traduzione in italiano edita nella collana Biblioteca Medievale di Carocci.

Un ringraziamento dunque ai traduttori Lorenzo Carlucci e Laura Marino, che hanno scoperto una delle fonti principali di Dante e, come si può assolutamente comprendere, l’ispiratore di Leopardi sul concetto di natura. Una scoperta ancora da metabolizzare, dato che la notizia letteraria di questo secolo, oltre all’intervista che potete leggere sul sito, è stata riportata al momento dal solo Daniele Abbiati che su Il Giornale ha diffuso la notizia in un articolo dal titolo abbastanza esplicativo, Il pessimismo cosmico è figlio delle lacrime di “Architrenius”.

Nonostante anticipazioni nel mondo accademico siano state già diffuse nei mesi precedenti, ad esempio su Academia.eu, tutti quanti i principali blog di letteratura e media nazionali sono assenti sulla notizia, e forse la notizia è proprio questa: l’oblio che ha avvolto l’Architrenius di Giovanni di Altavilla persiste, ma non più a causa delle polemiche del Petrarca, piuttosto grazie alla sepsi mediatiatica che il meccanismo di produzione e consumo di informazioni sfrutta grazie all’egotismo e al narcisismo, cioè se non si discute di un autore vivente, di un provocatore, di chef famosi o delle mogli dei calciatori che twittano, non ha senso dare la notizia.

Ma noi la notizia la ridiamo, leggete dunque Giovanni di Altavilla! Non fate vincere nuovamente l’oblio!

Il primo della classifica annuale*

Al primo posto Simone Savogin porta sul palco alcune performance dal suo libro Come farfalla (Mille gru 2018), mettendo il ritmo a una sorta di autoconfessione, “una stoffa di suono, tessuta da unicorni e chimere” che rielabora un immaginario pop. Il poeta si pone alcune domande sull’individualità e sull’egotismo in uno speciale dialogo con un “figlio”, o se si vuole un “fanciullino”, una conversazione interiore che si chiede, ad esempio, “se mai ci sia grazie migliore / di quel senso di pace d’un sorriso che ti cola su spalla / mentre abbracci quel che vorresti essere tu”. La prima parte dell’opera, inaugurata da un testo in prosa, Date a me, è un supermarket di aggettivi, che hanno però il merito di costruire la prosodia; ma c’è anche qualche eccesso, e il testo iniziale che potrebbe forse spiegare il senso dell’opera, Incubo, non ha alcuna ritmica riconoscibile. La seconda parte aperta dalla prosa In chrysalis, incorpora un dialogismo che si avvale di diverse narrazioni, dell’ironia, con maggiore efficacia. Dopo la prosa Da me, si torna a costruire ritmi sull’intimismo, con alcuni giochi di parole più meditati; il dialogo con chi il poeta avrebbe voluto abbracciare e cullare “in Irlande di cieli e delfini” coglie semplicemente e con dolcezza un messaggio da rivolgere al “fanciullino”, che a sua volta risponde nel testo E tu sei anni con i desideri di un figlio, ma nella condizione impossibile dell’assenza: “Non ho mai imparato le stelle, papà, / e mi sarebbe tanto piaciuto […]”. Il libro di Simone Savogin è un’opera d’esordio, forse ancora da limare, ma commuovente. Tuttavia commuove quando è più semplice e dove il poeta non si affida ai giochi di parole, dove è più narrativa e dialogica (e meno concettuale).
Incorporando uno sguardo politico per superare la sfera intimista, scegliendo la semplicità rispetto ai giochi di parole, magari guardando al nostro pianeta e a un messaggio da lanciare, la poesia di Savogin potrebbe davvero avere una forte rilevanza.

Tutta la classifica*

1. Simone SavoginPoesie tratte da Come farfalla (Mille gru 2018)
2. Vittoriano Masciullo – Poesie tratte da Dicembre dall’alto (L’arcolaio 2018)
3. Nevio Spadoni – Selezione da Poesie 1985 – 2017 (Il Ponte Vecchio 2017)
4. Gaia Giovagnoli – Poesie da Teratophobia (Round Midnight Edizioni 2018)
5. Francesca Mazzotta – Poesie tratte da Reduci o redenti (Carta Canta 2016)
6. Riccardo Socci – Poesie inedite
7. Barbara Pietroni – Poesie da Tempi gemelli (Edizioni il Faggio 2005)
8. Evelina Schatz – Intervista di Silvia Rosa
9. Gianluca Furnari – Poesie da Vangelo elementare (Raffaelli 2015)
10. Giancarlo Sissa – Prose poetiche da Persona minore (Qudu 2015)

Poeti più letti nell’anno
Laura Marino 2017 – Inediti
Patrizia Vicinelli
2018 – Saggio di Davide Galipò

Poeti più letti del mese
Carlo Bordini maggio 2017. Poesie tratte da I costruttori di vulcani (Luca Sossella 2010)
Angela Bonanno
giugno 2017. Saggio su tutte le opere, a cura di Silvia Rosa
Domenico Brancale
luglio 2017. Inediti, poi pubblicati in Per diverse ragioni (Passigli 2017)
Giancarlo Sissa
agosto 2017. Poesie tratte da Persona minore (Qudulibri 2015)
Franco Arminio
settembre 2017. Poesie tratte da Cedi la strada agli alberi (Chiarelettere 2017)
Hilà Lahav
ottobre 2017. Intervista e selezioni di inediti a cura di Biagio Guerrera
Marilina Ciaco
novembre 2017. Inediti
Laura Marino
dicembre 2017. Inediti
Elena Zuccaccia gennaio 2018. Poesie tratte da ordine e mutilazione (Pietre Vive 2016)
Gian Mario Villalta febbraio 2018. Poesie tratte da Telepatia (Lietocolle 2016)
Alberto Bertoni marzo 2018. Inediti
Francesca Martinelli aprile 2018. Poesie tratte da Ex voto di briganti, fate, santi, contadini (FrancoPuzzo 2017)
Pierluigi Cappello
maggio 2018. Poesie tratte da Le nebbie (Campanotto 1994/2003) e saggio di Carlo Selan
Christian Tito giugno 2018. Inediti
Jonida Prifti luglio 2018. Inediti e intervista di Silvia Rosa
Noemi de Lisi agosto 2018. Poesie tratte da La stanza vuota (Ladolfi 2017)
Gabriele Galloni settembre 2018. Poesie tratte da Creatura breve (Ensemble 2018)
Vittoriano Masciullo ottobre 2018. Poesie tratte da Dicembre dall’alto (L’Arcolaio 2018)
Gaia Ginevra Giorgi novembre 2018. Poesie tratte da Manovre segrete (Interno poesia 2017)
Adriano Spatola dicembre 2018. Saggio di Giovanni Fontana
Irene Paganucci gennaio 2019. Inediti
Simone Savogin febbraio 2019. Poesie tratte da Come farfalla (Mille gru 2018)
Francesca Mazzotta marzo 2019. Inediti
Enrico Marià aprile 2019. Poesie tratte da I figli dei cani (Puntoacapo 2019)
Federica Fiorella Imperato maggio 2019. Poesie tratte da Geografie interiori (Aletheia 2018)
Marijana Sutic giugno 2019. Intervista di Silvia Rosa, poesie inedite
Emilio Rentocchini luglio 2019. Poesie tratte da 44 ottave (Book editore 2019)
Tommaso Grandi agosto 2019. Inediti da Alla furia, con una nota di Rossella Renzi
Giovanni di Altavilla settembre 2019. Intervista a Lorenzo Carlucci e Laura Marino sulla riscoperta dell’Architrenius (Carocci 2019)

* Per la classifica vengono presi in considerazione i post più letti nell’ultimo anno su Poesia del nostro tempo, nonché quelli dell’ultimo mese. I dati di lettura si riferiscono alla visita diretta all’articolo di un utente singolo (eventuali altre letture dello stesso utente non vengono prese in considerazione).

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