Poesia del nostro tempo. Settembre.

All’Antico Caffè San Marco di Trieste, che è anche una libreria fornitissima, con la libraia Loriana Ursich mi sono avventurato in una discussione sulle vendite di poesia. I titoli di poesia fake vanno per la maggiore, i pensierini spacciati per poesia per intenderci, e di rado quelli delle case editrici meritevoli, che hanno editor e direttori editoriali che fanno scouting.
Il discorso mi ha fatto pensare alla questione promozionale, su come migliorare l’approccio delle case editrici, pure quelle che hanno perso la bussola delle pubblicazioni, per combattere le pubblicazioni fake di poesia.
Penso sia urgente tagliare le pubblicazioni per migliorare la fase di promozione dei libri, anche generando circuiti tra diverse case editrici che, ad esempio, potrebbero co-organizzare presentazioni, festival e fare finalmente rete.

Una doverosa premessa: su Poesia del nostro tempo abbiamo pubblicato selezioni da opere di tutte le case editrici, e senza la puzza sotto il naso. Lo continueremo a fare, cercando di selezionare ciò che è minimamente interessante, magari non capolavori, ma selezioni accettabili, e da un altro lato con la rubrica Greatest Hits realizzare approfondimenti sulle opere più significative facendo intervenire i critici.

Con un po’ d’esperienza sul campo, credo di poter consigliare alle case editrici che hanno anche una collana di poesia di non pubblicare più di 5 titoli all’anno, e se proprio sono una casa specializzata nella sola poesia non più di dieci. Oltre, la promozione dell’autore risulterebbe inefficace date le ridotte dimensioni del mercato, la quantità di case editrici grandi, medie e piccole, che questo mercato se lo contendono, la pochezza di eventi e festival dedicati, la possibilità di recensire da parte dei blog e delle riviste di settore. Faccio degli esempi randomizzati, e mi si perdoneranno degli errori contando da IBS: finora nel 2019, Ensemble 40 volumi di poesia, Lietocolle 30, Controluna 20, Ladolfi 20, Arcipelago Itaca 15, Interno poesia 15, Interlinea 10, Raffaelli 10, Aragno 10 e si potrebbe continuare, aggiungendo i dati di altre quaranta case editrici

Il mercato è il mercato, e certamente non lo posso controllare, come non posso fermare gli editori, però posso far riflettere sul fatto che fare meno libri, puntare su meno autori ma di livello, realizzare più presentazioni per questi, sarebbe davvero meritevole.
Ai poeti mi sento di dire che devono comprendere cosa sia più importante, se pubblicare per una casa editrice che sarà del tutto incapace di realizzare una promozione, oppure informarsi meglio su tutte le fasi, sui curatori e sul prestigio delle collane.

La fortuna a settembre, comunque, mi viene incontro: vuole che la selezione più letta nel mese di agosto sia la raccolta inedita Alla furia di Tommaso Grandi, introdotta da Rossella Renzi per la rubrica Nati negli anni Ottanta. Vedremo se sarà pubblicata!

 

I primi tre della classifica annuale*

Al primo posto Simone Savogin porta sul palco alcune performance dal suo libro Come farfalla (Mille gru 2018), mettendo il ritmo a una sorta di autoconfessione, “una stoffa di suono, tessuta da unicorni e chimere” che rielabora un immaginario pop. Il poeta si pone alcune domande sull’individualità e sull’egotismo in uno speciale dialogo con un “figlio”, o se si vuole un “fanciullino”, una conversazione interiore che si chiede, ad esempio, “se mai ci sia grazie migliore / di quel senso di pace d’un sorriso che ti cola su spalla / mentre abbracci quel che vorresti essere tu”. La prima parte dell’opera, inaugurata da un testo in prosa, Date a me, è un supermarket di aggettivi, che hanno però il merito di costruire la prosodia; ma c’è anche qualche eccesso, e il testo iniziale che potrebbe forse spiegare il senso dell’opera, Incubo, non ha alcuna ritmica riconoscibile. La seconda parte aperta dalla prosa In chrysalis, incorpora un dialogismo che si avvale di diverse narrazioni, dell’ironia, con maggiore efficacia. Dopo la prosa Da me, si torna a costruire ritmi sull’intimismo, con alcuni giochi di parole più meditati; il dialogo con chi il poeta avrebbe voluto abbracciare e cullare “in Irlande di cieli e delfini” coglie semplicemente e con dolcezza un messaggio da rivolgere al “fanciullino”, che a sua volta risponde nel testo E tu sei anni con i desideri di un figlio, ma nella condizione impossibile dell’assenza: “Non ho mai imparato le stelle, papà, / e mi sarebbe tanto piaciuto […]”. Il libro di Simone Savogin è un’opera d’esordio, forse ancora da limare, ma commuovente. Tuttavia commuove quando è più semplice e dove il poeta non si affida ai giochi di parole, dove è più narrativa e dialogica (e meno concettuale).
Incorporando uno sguardo politico per superare la sfera intimista, scegliendo la semplicità rispetto ai giochi di parole, magari guardando al nostro pianeta e a un messaggio da lanciare, la poesia di Savogin potrebbe davvero avere una forte rilevanza.

Al secondo posto c’è Gabriele Galloni con una selezione da Creatura breve (Ensemble 2018), una plaquette composta da poesie sul tema di un’esistenza vissuta come mistero: si parla di una “terra secca che si sbriciola”, una sorta di materia che ha breve durata, appunto una “creatura breve”, quasi la vita e il mondo fossero il ritaglio di una diapositiva, il riflesso parziale di una escatologia, di una visione più vasta, ma impossibile da raggiungere. Via via la trama del libro si infittisce e compaiono personaggi “religiosi” descritti con ironia e sarcasmo nell’esecuzione di rituali e preghiere, evocazioni di quanto fintamente possa essere vissuto il rapporto con la vita, fino a prendere in same anche la distorsione della religione con il tema della pedofilia.

Francesca Mazzotta conquista il terzo posto con la raccolta Reduci o redenti (Carta Canta 2016, Premio Solstizio). Si tratta di un dialogo tra passato e presente, tra chi sopravvive, sia esso un netturbino, l’autrice stessa, i vivi deglutiti dai centri commerciali, gli individui raccolti con dolcezza come delle zattere tra le parole, i morti bambini cantati come ballate. Interessante il linguaggio che ci riporta a Luzi e a un ermetismo fondato sul quotidiano, con l’ingresso timido dei linguaggi di oggi (post it, new york times, time square).

Tutta la classifica*

1. Simone SavoginPoesie tratte da Come farfalla (Mille gru 2018)
2. Gabriele Galloni
– Poesie tratte da Creatura breve (Ensemble 2018)
3. Francesca Mazzotta – Poesie tratte da Reduci o redenti (Carta Canta 2016)
4. Cettina Caliò – Poesie tratte da Sulla cruda pelle (Edizioni Forme libere 2012)
5. Vittoriano Masciullo – Poesie tratte da Dicembre dall’alto (L’arcolaio 2018)
6. Nevio Spadoni – Selezione da Poesie 1985 – 2017 (Il Ponte Vecchio 2017)
7. Ivan Crico – Poesie da Seràie (Edizioni Cofine 2018)
8. Gaia Giovagnoli – Poesie da Teratophobia (Round Midnight Edizioni 2018)
9. Antonio Nazzaro – Poesie da Amore migrante e l’ultima sigaretta (Ærea | ensamble 2018)
10. Anthony Hecht – Poesie da Le ore dure (Donzelli 2018)

Poeti più letti nell’anno
Laura Marino 2017 – Inediti
Patrizia Vicinelli
2018 – Saggio di Davide Galipò

Poeti più letti del mese
Carlo Bordini maggio 2017. Poesie tratte da I costruttori di vulcani (Luca Sossella 2010)
Angela Bonanno
giugno 2017. Saggio su tutte le opere, a cura di Silvia Rosa
Domenico Brancale
luglio 2017. Inediti, poi pubblicati in Per diverse ragioni (Passigli 2017)
Giancarlo Sissa
agosto 2017. Poesie tratte da Persona minore (Qudulibri 2015)
Franco Arminio
settembre 2017. Poesie tratte da Cedi la strada agli alberi (Chiarelettere 2017)
Hilà Lahav
ottobre 2017. Intervista e selezioni di inediti a cura di Biagio Guerrera
Marilina Ciaco
novembre 2017. Inediti
Laura Marino
dicembre 2017. Inediti
Elena Zuccaccia gennaio 2018. Poesie tratte da ordine e mutilazione (Pietre Vive 2016)
Gian Mario Villalta febbraio 2018. Poesie tratte da Telepatia (Lietocolle 2016)
Alberto Bertoni marzo 2018. Inediti
Francesca Martinelli aprile 2018. Poesie tratte da Ex voto di briganti, fate, santi, contadini (FrancoPuzzo 2017)
Pierluigi Cappello
maggio 2018. Poesie tratte da Le nebbie (Campanotto 1994/2003) e saggio di Carlo Selan
Christian Tito giugno 2018. Inediti
Jonida Prifti luglio 2018. Inediti e intervista di Silvia Rosa
Noemi de Lisi agosto 2018. Poesie tratte da La stanza vuota (Ladolfi 2017)
Gabriele Galloni settembre 2018. Poesie tratte da Creatura breve (Ensemble 2018)
Vittoriano Masciullo ottobre 2018. Poesie tratte da Dicembre dall’alto (L’Arcolaio 2018)
Gaia Ginevra Giorgi novembre 2018. Poesie tratte da Manovre segrete (Interno poesia 2017)
Adriano Spatola dicembre 2018. Saggio di Giovanni Fontana
Irene Paganucci gennaio 2019. Inediti
Simone Savogin febbraio 2019. Poesie tratte da Come farfalla (Mille gru 2018)
Francesca Mazzotta marzo 2019. Inediti
Enrico Marià aprile 2019. Poesie tratte da I figli dei cani (Puntoacapo 2019)
Federica Fiorella Imperato maggio 2019. Poesie tratte da Geografie interiori (Aletheia 2018)
Marijana Sutic giugno 2019. Intervista di Silvia Rosa, poesie inedite
Emilio Rentocchini luglio 2019. Poesie tratte da 44 ottave (Book editore 2019)
Tommaso Grandi agosto 2019. Inediti da Alla furia, con una nota di Rossella Renzi

* Per la classifica vengono presi in considerazione i post più letti nell’ultimo anno su Poesia del nostro tempo, nonché quelli dell’ultimo mese. I dati di lettura si riferiscono alla visita diretta all’articolo di un utente singolo (eventuali altre letture dello stesso utente non vengono prese in considerazione).

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1 Comment

  1. Manuela 04/09/2019 at 6:48 pm

    Sono interessata a ricevere le vostre comunicazioni, grazie

    Reply

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