Sono qui pubblicati alcuni estratti da 44 ottave (Book 2019), raccolta poetica di Emilo Rentocchini vincitrice del Premio Cappello 2019. Si ringraziano gli organizzatori del Premio Cappello e del Premio Giuseppe Malattia della Vallata per la segnalazione.

Le premiazioni si terranno a Barcis (Pn) domenica 14 luglio.

 

I

 

Cal fil d’oli d’or, biend, lengh al binel
ch’al se travesa mótt e imot al dà
al seins dl’ignot, l’incant dl’etern uguel.
In ste sistema ed cherna ch’an se sa,
da na quelch pert, agh srà la lus d’n’anel
sorgeint, l’aqua d’un rio ch’al va e s’al sta:
e s’a srà acsè e seimpr acsè sia stê
in ogni dóve cherna seinsa pchê.

 

Quel filo d’olio d’oro, biondo, lungo l’imbuto
che si travasa muto e immoto dà
il senso dell’ignoto, l’incanto uguale dell’eterno.
In ’sto sistema di carne che non si sa,
da qualche parte, ci sarà la luce di un anello
sorgivo, l’acqua di un rio che va e che sta:
e se sarà così e sempre così sia stato
per ogni dove carne senza peccato.

 

***

 

II

 

Chi dis che n’aforisma in vers sia po’
ultma senteinsa, mot, màsima, détt
-e giand via acsè- com al dirévv da lò
ogni vocabolari… As curva al drétt
ed ecco na ninféa per l’aqua şò
che na man vecia, ormai seinsa profétt,
la próva a liberer da la coreint,
in punta ’d pnel, su n’ansa dal Novseint.

 

Chi mi dice che un aforisma in versi sia
sentenza ultima, motto, massima, detto
-e così via- come direbbe
ogni vocabolario… Il dritto s’incurva
ed ecco lungo l’acqua una ninfea
che una vecchia mano, ormai senza profitto,
prova a liberare dalla corrente,
in punta di pennello, su un’ansa del Novecento.

 

***

 

III

 

La léngua al gred piò pur, disancoreda
e nuda, al brivid d’ogni pausa deinter:
umilmeint ed se stessa inamureda
e dal sô istant, damand n’artòurn al ceinter,
la scoca acsè d’incant la libereda
vanitê d’un vers. L’eteren un meinter
cucê lè ai pè d’un em ch’l’ha pers al fil
e al scoulta na poesia da un vec vinil.

 

La lingua al grado più puro, disancorata
e nuda, il brivido di ogni pausa dentro:
di se stessa umilmente innamorata
e del suo istante, come un ritorno al centro,
scocca d’incanto la liberata
vanità di un verso. L’eterno un mentre
accucciato lì ai piedi di un uomo che ha perso il filo
e ascolta una poesia da un vecchio vinile.

 

Emilio Rentocchini è nato a Sassuolo nel 1949. Ha pubblicato Quèsi d’amòur (Tipografia Zanichelli 1986), Fói sècch (Edizioni del Leone 1988), Otèvi (Comune di Sassuolo 1994), Segrè (Incontri 1998), Ottave (Garzanti 2001), Poediànt, con G. Montanari, M. Pelati, S. Roveda (Il Fiorino 2004), Giorni in prova (Donzelli 2005), Del perfetto amore (Donzelli 2008), In un futuro aprile (Incontri 2009), Recordare, con R. Alperoli e A. Bertoni (Incontri 2011), Ovviare alla bellezza (Aliberti 2012), Stanze di confine (Il Fiorino 2014), Lingua madre. Ottave 1994-2014 (Incontri 2016), Come cani alla catena, con R. Alperoli e A. Bertoni (Incontri 2017). Daria Menozzi gli ha dedicato il documentario Giorni in prova. Emilio Rentocchini poeta a Sassuolo (Vivo Film 2006). Nel 2016 ha vinto il Premio “Lerici Pea” per la poesia in dialetto.

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