Dadirri

La smisurata voglia di fingersi taciuti e delegare,
come capisco Tom Sawyer!
Ma mi riprometto in questi casi invece
di lasciar trasparire, che devo

  • e devo, devo –

ondeggiare.
Ho pensato a quanto ha ragione il tipo che ha paura del mago Sabbiolino,
delle ombre anche fatte con le mani,
degli animali mortuari del sonno.
Poi però dadirri, che altrimenti svanisco.

 

Тоска

Tosca tossisce annaspa fiorisce, a marzo.
Il morbido lamento delle autostrade la fa sudare,
vorrebbe scendere di nuovo nel suo corpo.
Ricorda di quei film in cui la telecamera dall’alto poi
sprofonda ed è un attimo prima che il naso le indichi
la strada di casa di nonna.
Nabokov suggerisce l’impossibilità di tradurreТоска’
ci si limita a girarci intorno come i cani.
Si allarga il campo, panorami bancarelle                                                        -cielo bianco a

Rimini

 

Come si conviene

Ogni volta che penso di esserci vicina e selezionare bene

  • o sola –

le cose, provandomi di una forza non mia (e né di altri)
senza battermi
le mani anzi lasciandole cadere:
ed è un continuo ricordarmi.
Vedo chi devo vedere, cammino per le strade
mi gratto la scapola col dito.
La strage è sapere che arriva, prima o poi
come si conviene.

Un tale guarda dice “tu al sicuro non sai stare!”.

 

Giorgia La Placa è nata a Palermo il 2 febbraio 1996, ha studiato a Bologna, dove si è laureata recentemente in Archeologia e culture del mondo antico. Nel 2019 ha pubblicato la sua opera prima Il punto morto del mondo (Lietocolle). Alcuni testi sono apparsi in Poetarumsilva e Inverso – Giornale di Poesia.

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