La casa dei ciechi
1944
Ad Ussolo in Val Maira,
un pilone votivo affrescato,
una borgata, una casetta e un letto
gli aghi caduti dai larici. Tra i pascoli
bianchi, in un mondo di ciechi, due ciechi.
È il giorno di Santo Stefano, il primo martire, il linciato.
L’esercito non ha radar
così ci hanno stipati qui dentro
ad ascoltare le strade del cielo,
ad ascoltare la guerra che ci corre di sopra,
per avvertire la contraerea, il comando.
A terra, paglia e stoviglie. Nel respiro
le pecore, le capre, la carne. In alto
strepitano i bombardieri diretti
dalla Francia verso le città
dell’Italia.
Noi non vediamo
e non vogliamo combattere
ma vogliamo volare
oltre la linea di confine,
oltre la linea della schiena,
e ci sfioriamo piano,
ci tocchiamo lenti,
lungo la linea del collo,
lungo la linea della gola,
poi con coraggio, con timidezza
ben sotto il petto, sotto i vestiti, dentro l’addome.
Scoprendo l’amore
ascoltavamo il rombo degli aerei
passare.

 

Madonna della Guardia
Asfalto, mulattiera, guidovia,
e poi la stele a chi è morto costruendo.
Sotto la montagna, la città
è coperta
da una nebbia rara
in questa stagione e il mare non si vede.
Il passo è sfasciato, non è difficile perdersi.
Nella cappella della sosta,
il cero di plastica rossa
rischiara l’immagine.
Madonna della Guardia,
a un uomo, in un giorno come questo
apparve la madonna.
Gli uccelli si alzano in volo.
Di vivo il capriolo, le sue froge
che balzano avanti, all’improvviso.
Le dita sono dure come rami.
Ci sono tante tracce
e non ne riconosco nessuna.

 

Cuore misericordioso di Gesù
sta lì appeso alle effimere
ardenti e cremisi, e non pompa
ma si muove al battito dell’aria.
È di lana, ha gli intarsi d’argento e il retro sembra azzurro.
Mia nonna racconta
che la bisnonna lo vide apparire in camera, diceva,
quando il bisnonno si salvò
dall’infarto. Non sappiamo dove si trovi l’Ex-voto.
Sono le 12 e 45. La pausa
pranzo sta per iniziare e un’amica mi aspetta
al sole di fronte alla mensa. Oggi abbiamo una riunione.
A tavola, davanti a un piatto di minestra, le racconto tutto.
Il sangue, nei mammiferi e negli uccelli,
nel suo giro passa due volte
per il cuore
che ha 12 cm in lunghezza, in larghezza 9
e lo spessore di circa 6 cm. Di peso
non più di 250 o 300 grammi.
Lei mi guarda, risponde e mi domanda sempre.
Ha gli occhi azzurri
e non batte mai le palpebre mentre parliamo.

 

Simone Biundo è nato a Genova il 16 giugno del 1990, dove vive. Insegnante di lettere in una Scuola secondaria di primo grado, è editor della rivista «VP Plus», il quindicinale online dell’Università Cattolica di cui è anche SMM. Ricercatore di storia dell’editoria e critica letteraria ha pubblicato Un altro acquario: Vanni Scheiwiller consulente letterario e L’immagine non contaminabile della poesia»: Biagio Marin. Nel 2020 uscirà la sua traduzione di una selezione di testi del poeta marsigliese Louis Brauquier nel volume Approdi. Vivremo fino al mattino, curato con Paola Fossa, traduttrice e insegnante all’Università di Mulhouse, per Festa mobile. Con il poeta Damiano Sinfonico, l’attrice e linguista Sara Sorrentino cura la rassegna di poesia contemporanea , poet. – alla libreria Falso Demetrio. Fa parte di Gruppo Limpido, laboratorio di teatro e libera espressione. Alcune sue poesie sono uscite su «Margutte» e «L’Altrove».
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