Dall’introduzione di Michele Bellazzini

“Il libro, uscito postumo nel 2001 a cura del marito Angelo di Cintio e dell’amica Anne Berkeley (A Responsability to Awe, non era finito per caso nella lista dei “libri dell’anno” per il 2001 del prestigioso quotidiano inglese «The Economist». Avevo trovato un tesoro, o meglio, un tesoro aveva trovato me.
Ho comperato una copia del libro e ho cominciato a tradurre poesie senza nemmeno pensarci, col solo intento di poterle leggere a mia moglie Roberta e agli amici che sapevo avrebbero apprezzato ma non avrebbero potuto leggere facilmente la versione inglese. Quei versi sono diventati parte della nostra vita. Io li ho usati mille volte come medicina per l’anima, per me e per altri. Elson ha il dono speciale di cogliere il sacro nelle cose, nel mondo, e il sacro sana i cuori. Perché Rebecca Elson ha dovuto masti- care la sua mortalità e la sua morte nelle sue poesie e le ha rese talismani, scolpiti nel dolore e nella compassione, nel mettere la faccia contro il vento. La sua parabola poetica è sempre profondamente umana, di una persona “normale”, determinata però a fare uso del potere che tutti abbiamo ma che non sempre usiamo, di riconoscere la meraviglia, di ringraziare per i doni. Anche quando la stessa sorte che è stata così generosa di doni e meraviglie ti porta via tutto, sulla strada di una sofferenza terribile.”

Regina Spektor legge Teorie del tutto di Rebecca Elson*

*Recorded at the third annual Universe in Verse, hosted by Maria Popova at Pioneer Works: brainpickings.org/the-universe-in-verse/
Poem text and context: brainpickings.org/2019/04/29/regina-spektor-reads-rebecca-elson/

da Io mangio le stelle (Edizioni Kurumuny 2019)

Dopo

Siamo lì, sul fianco del colle,
la sera sta calando.

E tu inizi ad appoggiarti
contro un desiderio
finché non si sposta,
tutto il suo peso di pietra
comincia a rotolare
a tuonare.

Ed io non posso muovermi,
non posso far sì
che il mio corpo si scansi.
Non posso.

E dopo, quando la notte torna a farsi immobile,
mi accomodo supina
e dico solo, quanto è dolce
questo profumo di fieno appena falciato,

senza dire che il mio cuore balzava
come le raganelle
nell’erba alta
correndo a precipizio, per la sua strada oscura.

 

After

We are there, on the hillside,
Evening coming down.

And you begin to lean
Against some longing
Till it shifts,
The whole stone weight of it
Begins to roll, To thunder.

And I cannot move,
I cannot make my body
Step aside.
I cannot.

And after, when the night grows still again,
I settle on my back
Saying only,
How sweet
That fresh crushed meadows scent,

Not saying how my heart leapt
Like the small frogs
In the tall grass
In its darkening, rushing path.

 

6 luglio 1993 [Pescara]

E poi viene il calore
uccelli bianchi, volano a nord nel chiaro di luna
tu devi ricercare la trascendenza
nel posto più lontano del mondo
e l’acqua va alla sabbia
onda su onda
qualcosa sul futuro
sulle cose che arrivano nel sonno
e cerchi la trascendenza
su quella striscia fra la sabbia e l’acqua
che è sabbia ed è acqua, brillante, mercuriale
sul mare di peltro.

E il mare vira al verde
e poi al blu
e blu
e il cielo

Nella casa di tuo padre
nel giardino degli avi
vasi di olive
il coltello del pane si muove nel tempo
e il vero silenzio
e l’aborigeno sé.

 

6 July 1993 [Pescara]

And then the heat comes
White birds, flying north by moonlight
You have to seek transcendence
In the furthest parts of the world
And the water going to the sand
Wave over wave
Something about the future
And the things that come in sleep
And seeking transcendence
On that strip between sand and water
Which is both sand and water, mercurial, bright
On the pewter sea

And the sea going green
And then blue
And blue
And the sky

In your father’s house
And grandfather’s garden
The olive jars
And the breadknife going to the past
And the authentic silence
And the aboriginal self.

 

Rebecca Anne Wood Elson è nata il 2 gennaio 1960 a Montreal (Quebec, Canada). Ha ottenuto il dottorato di ricerca in Astronomia all’Università di Cambridge, e poi ha svolto la sua attività professionale all’Institute for Advanced Studies (Princeton), al Radcliffe College (Harvard), allo Space Telescope Science Institute (Baltimora), per tornare infine a Cambridge. Nel 1989 le fu diagnosticato un linfoma non-Hodgkins che, attraverso fasi di remissione e di aggravamento, ha portato alla sua prematura scomparsa nel maggio del 1999, all’età di 39 anni. Il marito, Angelo di Cintio e una poetessa amica della Elson, Anne Berkeley hanno selezionato dalla sua ampia produzione le poesie e i testi pubblicati in A responsibility to awe (Carcanet 2001), annoverato fra i migliori libri dell’anno 2001 dal quotidiano britannico «The Economist» e pubblicato anche negli Stati Uniti nel 2002. Io mangio le stelle è uscito per Kurumuny Edizioni nel 2019.

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