da La luna negli occhi (Nino Aragno Editore 2019)

varchi

Tra noi, va bene, nessuna finzione.
Il mistero incita alla giusta via.
Scoprirsi è aprire varchi
in cui dita cercano impazienti.

Avevi detto: nessun possesso.
Ora dici: possederti è bello.
C’è verità in questa contraddizione.
Volontà di affogare. E poi riemergere.
Hai sbrecciato la diga e dilaghi.
Ho accettato il tuo fuoco e mi brucio.

Dopo la passione si torna feriti
all’inesorabile mediocrità,
che presuppone altre eccezioni.

 

giornata

Un tranquillo indaffarato giorno di città.
Sveglia con abbassamento di pressione
in questo mio stanco mattino,
quattro tazzine di caffè per la resurrezione,
tra cucina e bagno la donna amata
snocciola l’ordine del giorno,
scadenze, figli, professori, viaggi,
acquisti, lavare l’auto, capelli da tagliare,
versamenti in banca = positivo
pagamento tasse = negativo,
e finire con una passeggiata
sotto il sole caldo, un altro caffè, un tram.
Scrivere qualcosa da poeta.
In ospedale un uomo soffre e ha paura.
E altro, altro ancora. Così arriva la sera.

Dopo questa cascata di piccoli eventi
si staglia a fuoco la tua torrida immagine,
sento la forza della tua imminente sorpresa.
Vivremo un sicuro sconvolgimento.
Del resto la nostra vita è già cambiata.

 

fascinazione

Tra le ciarliere metafore d’arte nella Galleria di luci
– quadri di legno con simboli e alfabeti –
sei apparsa silente e attenta,
respiro di viole e tannino.
Una sola parola tra noi e fummo contigui.

Né falena, né lucciola, né farfalla:
t’ho vista (fr)agile gazzella dentro il dolore,
cosparsa di tenera ira.
Cascata di timide risa, ti ho intesa.
Domande inespresse su eventuali rischi,
risposte incompiute in eleganti elusioni.
E un bicchiere di vino rosso nella notte gelata.

In questo cammeo, i miei occhi fisseranno sempre
la rilucenza delle tue labbra,
nella cornice corvina dei capelli
protetti dal risvolto di pelliccia
la silhouette scarnita del tuo corpo flessuoso,
il passo morbido e nervoso.

Indelebile l’intensità del commiato.

 

Ottavio Rossani (Sellia Marina, 1944) è poeta, scrittore, pittore, regista teatrale. Abita a Milano. Laureato in Scienze politiche e sociali, fa il giornalista (40 anni al Corriere della Sera prima redattore, poi inviato speciale). Si è occupato di politica, economia, cultura, costume, cronaca. Ha intervistato umili e potenti, in Italia e all’estero. Ha viaggiato nei diversi continenti, soprattutto in America Latina. Ha pubblicato le raccolte di poesia: Le deformazioni (1976), Falsi confini (1989), Teatrino delle scomparse (1992), Il fulmine nel tuo giardino (1995), Hogueras (1998), L’ignota battaglia (2005), Riti di seduzione (2013) e La luna negli occhi (Nino Aragno 2019); i saggi: L’industria dei sequestri (1978), Leonardo Sciascia (1990), Le parole dei pentiti (2000), Stato società e briganti nel Risorgimento Italiano (2002); il racconto storico: Servitore vostro humilissimo et devotissimo (1995). Dipinge: al suo attivo molte mostre personali e collettive. Dal 2007 è responsabile del blog POESIA sul Corriere della Sera on line (poesia.corriere.it). Collabora a diversi giornali, riviste e siti web, con editoriali sociopolitici e critiche letterarie.

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