Dalla nota di Camilla Miglio

D’accordo con l’autore, abbiamo sottotitolato Manuale di poesia per chi va a piedi questa nuova edizione riveduta e accresciuta di Fiori. Cosa vuol dire andare a piedi? Per Peter Waterhouse vuol dire, insieme: velocità e lentezza. Se una poesia ci mette in relazione diretta con rapidi passaggi tra le lingue, se corre e scorre sui confini tra tempi, luoghi e persone; se quella che Pound chiamava la melopea è il guado che muove le immagini e i nomi in un continuo tradursi; se la scrittura articola con- nessioni che ci sorprendono: allora con molta probabilità ci troviamo in un testo di Peter Waterhouse.

 

da Fiori (Donzelli Editore 2009)

Traduzioni di Camilla Miglio

 

Warum spricht jener?
DasSchweigenderBeeren
versteheich

Wir tranken die Heidelbeere
dann liebten wir uns
wie wir heidelbeergleich waren

I
H
E

Jaa
Jaa
Jaa

Sie zögert
sie lacht
sie wendet sich um

(wer?
die Servierende, heute Mittag, die Türkin
die ganze Welt)

Auch das Grün schwebt
auch der Nebel schwebt
auch der Himmel schwebt

Der Baum zittert
doch steht er ganz still
was tut er?

Zittert es neben dem Baum
zittert es in mir
zittert der Baum

Der Körper ist schmal
dreizeilig
zweibeinig

 

***

 

Perché parla quello?
Il mutismo delle bacche
lo capisco

Bevemmo i mirtilli
e poi ci amammo
quando fummo mirtilli uguali

I
H
E

Sìì
Sìì
Sìì

Leiesita
leiride
leisivolta

(chi?
la cameriera, oggi alla mezza, la turca
tutto il mondo)

Anche il verde sospeso
Anche la nebbia sospesa
Anche il cielo sospeso

L’albero trema
eppure sta tutto quieto
cosa fa?

Trema accanto all’albero
trema in me
trema l’albero
Il corpo è sottile
tre righe due gambe

 

Sprache 3

a
Der Bleistift als mein leichtestes. Ich spreche ja nicht.
Ein blühender Kirschbaum. Gedanke Fußgänger
reißt mich. Aber ich blühte doch
mir hat eine Welt Farbe in den Körper geschoben. Das ist so
leicht
wenn die Häuser fliegen. Wo sind meine Finger?
Finger. Welche Ungereimtheiten ich mir erlauben muß.
Welcher Stern steht oben? Laß mich etwas läuten
wenn wir schon da sind.

 

b
Ich glaube mir nichts mehr. Ich habe eine weiße Nase.
Unter der weißen Nase lebt sehr quer der Mund. Und
ich habe alles vergessen. Wann ist dieser Sturm vorüber?
Wo ist etwas mit diesem Wort etwas? Laß

ich spüre mich leben mit einer Haut des Menschen.
Das Gehirn verändert das Knie, und alles geht. Ich kann unter
mir schaukeln
das können viele.

 

Lingua 3

a
La matita come parte più leggera di me. No, non parlo.
Un ciliegio in fiore. Un pensiero un passante
mi trascina. Ma io fiorivo
un mondo mi ha messo il colore in corpo. Tutto è tanto
leggero
quando le case volano. Dove sono le mie dita?
Dita. A quali sghiribizzi mi devo abbandonare.
Che stella è quella lassù? Fammi un po’ suonare
giacché ci siamo.

 

b
Non credo più a nulla di me. Ho un naso bianco.
Sotto il naso bianco vive molto di sbieco la bocca. E
ho dimenticato tutto. Quando passa questa tempesta?
Dov’è qualcosa che abbia un qualcosa di questa parola?
Lascia stare

mi sento vivo in una pelle d’uomo.
Il cervello modifica il ginocchio, e tutto va bene. Posso
dondolarmi fra me e me
questo possono farlo in tanti.

 

Peter Waterhouse nasce nel 1956 a Berlino e studia a Los Angeles e Vienna, dove si stabilisce, dopo aver vissuto anche in Italia. Tra le sue opere più conosciute: Passim (1986); Verloren ohne Rettung (1993); Die Geheimnislosigkeit (1996); Prosperos Land (2001); Krieg und Welt (2006). Di grande importanza la sua attività di traduttore (Gerald Hopkins, Michael Hamburger, Biagio Marin, Andrea Zanzotto). Ha ricevuto numerosi premi per la poesia e la traduzione. L’antologia dei suoi testi è stata raccolta in Fiori (Donzelli Editore 2009).

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