Dall’introduzione di Matteo Veronesi

Per noi, il tempo dell’esotismo è definitivamente tramontato. Noi non possiamo più accostarci a un poeta africano per mero desiderio d’evasione, di regressione a una sfera ancestrale e selvaggia, con l’attesa di trovarvi un’espressione di forze prerazionali, vergini, originarie, da contrapporre alla nostra sofisticata stanchezza di cittadini del vecchio mondo; e nemmeno, come il Sartre della prefazione ad Orphée noir, o come certo Pasolini («E ora…ah, il deserto assordato / dal vento, lo stupendo e immondo / sole dell’Africa che illumina il mondo. // Africa! Unica mia / alternativa»), vedere nella civiltà africana una malleabile e orientabile forza rivoluzionaria, un dinamitardo potenziale di rinnovamento. Un poeta come Massem (non diversamente, del resto, dai poeti della négritude, dai Césaire e dai Senghor) rivive l’eredità africana attraverso la mediazione di un’approfondita e pienamente consapevole conoscenza della civiltà letteraria europea. Per lui, come per noi, il patrimonio ancestrale della cultura africana – patrimonio di oralità, di rituali, di percorsi iniziatici, di simbologie sacrificali e catartiche, di temporalità cicliche legate alla fertilità della terra, di narrazioni epiche come rito e come tessitura che mantenevano coesa e trasmettevano attraverso le generazioni una memoria, una Mnemosýne , millenaria – giunge attraverso un velo di lontananza e di perdita, schermato e filtrato dalle penombre di un tramonto imminente.

 

Da Materia di lentezza / Matière de lenteur (Edizioni Kolibris 2019 – traduzione di Matteo Veronesi e Massimo Sannelli)

Le paysage se perd
dans l’enchevêtrement des souvenirs,
un festival de musique poétique
commence là où s’arrêtent les lignes
de l’histoire ancienne
matière de lenteur.

Le paysage se perd
mais comment le préserver de l’oubli ?
demain ne saura rien de ces champs d’échecs,
tant mieux car, à quoi servirait un pays sans enfant ?
rendons-le à celui qui l’a placé sur notre chemin.
il saura quoi en faire !
lenteur de la matière.

 

Il paesaggio si perde
nel viluppo dei ricordi
una festa di musica poetica
inizia dove si fermano le righe
della storia antica
materia di lentezza.

Il paesaggio si perde
ma come preservarlo dall’oblio?
domani non saprà nulla di questi campi di fallimenti,
tanto meglio, perché a cosa servirebbe un paese senza figli?
ridiamolo a chi l’ha posto sul nostro cammino.
lui saprà cosa farne!
lentezza della materia.

*

Lenteur et vitesse s’étreignent
à l’insu des hommes
pour bien se moquer de leur soif d’éternité
pour se moquer de leur naïveté
à vouloir négocier quelque faveur.

Ils utilisent leur faiblesse comme
bouclier pour obtenir du temps
un partage de la chair élastique
et du corps robuste.

 

Lentezza e velocità si stringono
all’insaputa degli uomini
per farsi beffe della loro sete d’eternità
per farsi beffe della loro ingenuità
a voler negoziare qualche favore.

Usano la loro debolezza come
scudo per ottenere dal tempo
una divisione della carne elastica
e del corpo robusto.

*

Il faut opposer
à la violence du ventre affamé
l’honneur de la poésie
réfuter la délation du nombrilisme
partir en donnant le témoin,
entrer dans la lenteur du monde
et se situer dans la splendeur
de la poésie.

 

Bisogna opporre
alla violenza del ventre affamato
l’onore della poesia
rifiutare la delazione dell’individualismo
partire passando il testimone,
entrare nella lentezza del mondo
e situarsi nello splendore
della poesia.

*

Sorti de mon sommeil profond
par des carrosses militaires
je me demande si la guerre commence.
ils manquent d’écraser les pieds
de celui qui marche près de moi
de celui qui respire avec peine
et qui témoigne que
la vie est encore vie.
Dans un sommeil de grand remous
« oui il faut qu’il échoue encore »
a-t-il dit et là j’ai échoué.
un cauchemar colle à ma vie.
C’est notre sort de perdant
à la peau noire, à l’histoire sanglante,
que nous brandissons à l’humanité
pour une consolation qui
ne viendra peut-être pas aujourd’hui.

Le soleil finir toujours par se lever !

 

Strappato al mio sonno profondo
da carri militari
mi domando se la guerra cominci.
mancano di schiacciare i piedi
di chi cammina accanto a me
di chi respira a fatica
e testimonia che
la vita è ancora vita.
In un sonno di grande agitazione
«sì bisogna che fallisca ancora»
ha detto e là ho fallito.
un incubo si attacca alla mia vita.
È la nostra sorte di perdenti
dalla pelle nera, dalla storia sanguinante,
che presentiamo all’umanità
per una consolazione che
forse non verrà oggi.

Alla fine il sole sorge sempre!

*

Quand il viendra dans notre pays
avec une école à offrir,
accepte le don car il nous faut
apprendre les choses de la vie
mais pose-toi la question
sur cette générosité qui achète notre âme.

Quand un homme viendra avec une route,
avec un hôpital, avec des véhicules pour ton village
fais attention à toi car il te nuit et te compromet
devant la nation.
Tu seras le receleur d’un vol d’argent du pays.

Quand il convoquera le vote du peuple
pour départager, c’est parce qu’il sait
comment trafiquer
les résultats des urnes.

Et face à cette parole réversible
prends un couteau sans manche
marche droit sans fléchir et déchire les ténèbres
et là le triomphe de l’homme
advient comme inévitablement
le jour s’élève.

 

Quando verrà nel nostro paese
con una scuola da offrire,
accetta il dono perché dobbiamo
imparare le cose della vita
ma fatti la domanda
su questa generosità che compra la nostra anima.

Quando un uomo verrà con una strada,
con un ospedale, con veicoli per il tuo villaggio
sta’ attento a te perché ti nuoce e ti compromette
davanti alla nazione.
Tu sarai un ricettatore di denaro rubato al paese.

Quando convocherà il popolo al voto
per avere la maggioranza, è perché sa
come truccare
i risultati delle urne.

E davanti a questa parola reversibile
prendi un coltello senza manico
cammina diritto senza piegarti e squarcia le tenebre
e là il trionfo dell’uomo
accade come inevitabilmente
il giorno sorge.

 

Omer Massem è un operatore culturale che vive a Brazzaville nella Repubblica del Congo. Critico letterario, è professore di Lingua e Letteratura francese all’Università Marien Ngouabi. Ha pubblicato con l’Harmattan tre raccolte di poesia: Le Couteau sans manche (2011), Ne plus voir. Paroles altières pour Jean-Blaise Bilombo Samba (2013), Les Fragments sauvegardés (coll. 5 continents, 2014) e ha in corso di pubblicazione la raccolta poetica Choses vraies. Materia di lentezza è la sua quarta raccolta di poesia.

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