Il volume Poesie (1970-1983) di Salvatore Toma (Musicaos 2020, a cura di Luciano Pagano, con interventi di Benedetta Maria Ala, Lorenzo Antonazzo, Annalucia Cudazzo, Simone Giorgio), giunge a primo completamento di un percorso editoriale delle edizioni Musicaos incominciato nel novembre del 2018, con la pubblicazione delle Poesie di Claudia Ruggeri (a cura di Annalucia Cudazzo).
Sono stati pubblicati Poesie. Spirito d’armonia. Canto per Eva. Fra lacrime e preghiere di Girolamo Comi (marzo 2019; a cura di Antonio Lucio Giannone e Simone Giorgino) – volume che raccoglie la parte più importante della produzione poetica dell’autore di Lucugnano – e Poesie di Vittorio Pagano (a cura di Simone Giorgino).
Nella collana Fogli di Via, diretta da Simone Giorgino e Fabio Moliterni, a cura del PENS Poesia contemporanea e Nuove Scritture, verranno pubblicati, nella primavera del 2020, Poesie che la guerra ha dimenticato in tasca al poeta del kurdo siriano Jan Dost (con introduzione di Giuseppe Napolitano, traduzione di Agron Argentieri) e a settembre Dendrarium del poeta bulgaro Alexander Shurbanov (traduzione di Valentina Meloni).
Abbiamo deciso di mantenere le uscite quando, dopo la fase iniziale del lockdown, dopo aver capito che tutti i soggetti coinvolti nell’uscita di un libro (tipografia, distributore, corrieri, etc.) erano operativi, seppure con le dovute cautele; quando poi abbiamo visto che diverse librerie iniziavano a proporre un servizio a domicilio, e, alla fine, di riaprire, abbiamo avuto conferma delle scelte fatte. Certo, tutto è cambiato, e probabilmente per un po’ di tempo non sarà come prima, difatti insieme al libro in sé, e al fatto che il libro possa raggiungere i lettori, ci sono anche gli incontri pubblici, le presentazioni, le occasioni di incontro, di cui non possiamo fare a meno.

Benedetta Maria Ala ha condotto una ricognizione sul materiale edito, inedito e autografo dell’autore, presente presso la sua abitazione e custodito da Paola Antonucci. Ala presenta in appendice una visione inedita della fucina tomiana, e per la prima volta, il lettore ha un’idea anche bibliografica della tipologia e qualità di scritture su cui Salvatore Toma ha lavorato.
Nel suo intervento la studiosa affronta il tema complessivo dell’opera poetica di Toma, mettendo in evidenza i passaggi fondamentali della sua produzione; nella puntuale nota biografica si ricostruiscono i dettagli di una vicenda in cui sono evidenti i collegamenti tra vissuto privato e vissuto sociale del poeta, nutriti dalla visione etica e insieme poetica dell’autore. Lorenzo Antonazzo ci offre un quadro delle prime raccolte in cui Salvatore Toma “punta” la sua lente di ingrandimento sull’intimità, di cui racconta il dolore, l’aspirazione alla purezza, il materiale caleidoscopico fornito dal sogno, le aspirazioni. Annalucia Cudazzo si sofferma sulle ultime tre raccolte di Salvatore Toma, in cui c’è una conferma dei temi più cari all’autore, unita a una consapevolezza più matura dei mezzi espressivi. Vengono qui colte le aspirazioni a raggiungere uno stato di distacco e elevazione spirituale, unite alla volontà di costituire una voce genuina, autonoma, mediando la propria esperienza personale con i temi cari all’autore, lo stato di natura, l’amore e le sue declinazioni, il fondamentale dialogo con il mondo animale. Tra gli autori che si sono espressi sulla poesia di Salvatore Toma, aprendo un campo di studio che altrimenti sarebbe stato ancora più difficoltoso percorrere, si ricordano i nomi di Nicola G. De Donno, Donato Valli, Oreste Macrì, Mario Marti, Luigi Scorrano, Maria Corti, cui poi si sono aggiunti tra la fine dei novanta e inizio duemila, con rinnovato interesse, nuove voci. Simone Giorgio nell’intervento che chiude il volume compie una ricognizione di quanto è stato pubblicato e fornisce nella indispensabile bibliografia critica le coordinate per una lettura di Toma. Le intenzioni dei direttori di collana, Simone Giorgino e Fabio Moliterni, sono state quelle di entrare nello studio di Salvatore Toma con gli strumenti della critica senza dare adito a una vulgata «immediata» o a considerazioni che esulassero da qualsivoglia documentazione comprovata, «senza pregiudizi e con un adeguato bagaglio critico».

 

da Poesie (1970-1983), Salvatore Toma (Musicaos Editore 2020)

 

da Ancóra un anno (1981)

Ti si intravvedeva
fra le antiche mura
svagata nel gioco delle onde
camminare sul bagnoasciuga
leggera nel vento la tua veste chiara
il tuo sguardo distratto
lontanamente rapito.
Risuonava il mare quel mattino
dei colpi del maestrale
ma nulla sciupò il tuo sguardo
il tuo incedere di marmo
nemmeno il saperti lì sola
smarrita da sempre.
24.7.78

 

da Poesie scelte (1977)

Non pensare alla morte
in un giorno così riuscito
di sole e di nostalgia
ma pensa al domani
che così incredibilmente risorgerà
e non ti parrà vero.
Pensa agli animali
al buio luminoso della campagna
alla volpe
felino di caccia e d’allegria
e dormi con essa
il conforto di un sonno animale
dove anche la morte
diventa una questione d’olfatto.

 

da Un anno in sospeso (Maggio 1977-Luglio 1978) (1979)

Sono un grande poeta
uno di quegli artisti singolari
e me ne frego
dei miei debiti morali.
Me li deve pagare il governo
forse forse il padreterno
in cambio della mia
opera volgare.
Infatti come chi tutto conosce
voglio godermi la vita
ogni momento
piuttosto che avere alla fine
la fregatura di un monumento.

 

Salvatore Toma nasce l’11 maggio 1951 a Maglie, in provincia di Lecce. Inizia a scrivere fin da giovanissimo, pubblicando le sue prime raccolte, da tempo introvabili, presso case editrici minori. Negli anni Ottanta la sua poesia inizia a circolare presso un pubblico più esteso grazie all’interessamento di Maria Corti, che dopo averne promosso la pubblicazione su «Alfabeta», curerà l’antologia Canzoniere della morte, uscita postuma nel 1999, divenendo rapidamente un caso letterario. Muore a trentacinque anni, il 17 marzo del 1987, dopo un breve ricovero presso l’ospedale di Gagliano del Capo. «L’età in cui muoiono i grossi poeti» – scrisse il suo sodale Antonio L. Verri. Nel presente volume si raccolgono le sei opere poetiche edite in vita: Poesie. «Prime rondini» (1970), Ad esempio una vacanza (a Babi) (1972), Poesie scelte (1977), Un anno in sospeso (maggio 1977-luglio 1978) (1979), Ancóra un anno (1981), Forse ci siamo (1983). L’apparato critico che correda il testo si compone degli interventi di Benedetta Maria Ala, Lorenzo Antonazzo, Annalucia Cudazzo, Simone Giorgio, studiosi del Centro di Ricerca PENS-Poesia contemporanea e Nuove Scritture (Università del Salento).

Poesie (1970-1983), Salvatore Toma | (Musicaos Editore 2020, collana Fogli di Via 2) | a cura di Luciano Pagano
interventi di Benedetta Maria Ala, Lorenzo Antonazzo, Annalucia Cudazzo, Simone Giorgio
pagine XCI+419, formato 12,7×20,3 cm, isbn 9788894966770, €25,00

(Visited 271 times, 1 visits today)

Leave A Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *