Fotografia di Dino Ignani

 

mi pareva
di non aver chiesto permesso,
ma di essere arrivato, era come
vivere fuori della porta di casa,
non sentire nulla, solo vederli
muovere, negli spazi, con i loro
nomi, e lasciare che fosse, sentire
la consistenza del pane, portare
il bicchiere alla bocca, uscire
di casa più volte, poi tornare,
o fare finta, sbattere la porta,
simulare, dire –
mare –

*

– siamo troppo brevi, siamo
sulla linea gialla, a bordotreno –
ed era come dire – silenzio
ti presento il mare – rovesciando
il palmo della mano era come
non ambire più alla complicatezza
dei suoni, per trovarsi poi improvvisamente
davanti allo specchio, con mia madre,
a fare delle sue parole dattilografia
e calcolo, sostanza di fiore

*

il giardino di cui tutti vedevamo le foto
aveva voce, ed era come sentirsi dire
– piano – il tempo di aspettare, era
come fare un esercizio con la mano,
ma un esercizio lento di piena adesione,
come aprire un cassetto dopo molto tempo,
e trovare lo stesso disordine ospitale,
cercare una cosa fra le tante, tentare,
come da bambino, uscire dai bordi,
con il colore

*

– male come? – mi chiedeva mia madre, ed era
come sentirsi toccati dentro vedendola guardare,
le bambine sull’entrata, il nostro libro sopra
il materasso, i sacchetti di tè, presi senz’ordine,
sulle aritmie del caso, e il misurato spazio
sopravvissuto al taglio, nel poco fiore della siepe
– è forse fondamentale – mi dicevo –
sapere in quale ordine perderemo le cose? –

*

al dialogo
con l’intreccio della travatura,
sul soffitto, chiedevo se fosse
già possibile dire – auguri –
tenendosi in piedi, sul corrimano
illuminato, e ammettevo che
cadessero i muri – oggi – sulla linea
di confine tra l’azzurro e il bianco
cielo, e tutti a dare baci sulle
guance, a dire – bentornato –
con il dolce di cui non si ricorda
il nome, ma bastavano i bicchieri,
le posate, le tazze da lavare,
le tavole apparecchiate

 
 
Francesco Guazzo è nato a Bassano del Grappa nel 1998. Ha pubblicato i suoi testi su Interno Poesia, Poetarum Silva, il blog di poesia della Rai, e molti altri.

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