Dalla presentazione di Gianluca D’Andrea

Discorso a due di Luciano Neri è un libro maturo e necessario: maturo perché la matrice “relazionale” che lo contraddistingue sul piano tematico ha raggiunto un alto grado di accessibilità; necessario perché riesce nella difficile operazione di coagulare una materia concettuale densa in un apparato formale lucido e che non si lascia mai andare a derive di senso. Il tentativo di ricomporre il dialogo tra mondo e individuo sembra trovare un riscatto nel tempo, a questo punto assoluto, di ogni tragitto umano. Come l’autore ci ricorda proprio nell’esordio della raccolta, la dimensione “umana” è un’ «andatura senza peso», un’illusione metafisica che, però, nasce solo dal confronto e dalla trasformazione «presente / del passato», nel cammino non lineare e non ripetibile che solo “crea” le nostre esistenze.

 

Da Discorso a due (L’Arcolaio, 2019)

Prima di entrare subito non ha parlato
non ha parlato neanche dopo
e neppure alla fine e dopo ancora
si intravedeva un paesaggio spianato –
l’amore non è di questa terra
era un motto per entrare nello specchio
magico di una bellezza diafana
la chiave incustodita nel mistero
quello che avrebbe potuto dire

*

La sera è l’addio
che respira
e serve una garza
all’agonia dell’assente
per quello che si può avere
per quello che si può chiedere.
Basta un solo paragone
a far piovere il corpo
da sotto la luna, prima
alla fonte delle lacrime
e la donna vive
nel tuo corpo di acqua, vive
di esequie,
anche la preghiera affonda

*

Era senza dimora fissa
quando le ha chiesto di entrare
curioso e insaziabile.
Prima le ha chiesto di esitare.
Perché l’incontro fosse vero
le ha chiesto delle prove.
Era passato un anno
da quella prima esitazione
e alla fine le prove erano
solo le prove da superare.
Chiedevano evidenza
a un fantasma – a più di uno –
il seno e le labbra erano
attraenti
e un attimo dopo invisibili

*

Gli amanti sono forme
di quando coincidono i sogni ai racconti
sopravvivono a ogni dolore profondo
delle loro paralisi di maschere
per potersi narrare
e nell’intimo ricordo che dovrebbero tacere
i sogni divenuti racconti si vegliano
e si confondono come il malato
che riceve l’ultima persona
che riconosce
al suo capezzale c’è uno specchio
in mezzo alle loro parole più limpido
della vita e la morte si discosta
nella sua prole superba e perduta
e non si sa più chi parla e chi ascolta,
se il racconto o il sogno

*

Discorso a due

Una femmina
cerca nel maschio
la forma coraggiosa
dell’armonia –
la creatura intima
del suo dono
pure ne è assenza.

Un maschio
morde la consistenza
dell’altra forma
tra le braccia – vortica
nella profonda creatura
intima e attesa
dovendo al dono
di sentirsi libero

 

Luciano Neri (1970) è nato e vive a Genova, dove lavora come insegnante. Dopo l’esordio Dal cuore di Daguerre (Gazebo, 2001), ha pubblicato: La spedizione del controtempo nel Nono quaderno italiano di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, 2007), a cura di Franco Buffoni e con introduzione al testo di Fabio Pusterla; Lettere nomadi (Puntoacapo, 2010), con una postfazione di Tiziano Pacchiarotti; Figure mancanti (Transeuropa, 2014). Suoi testi, inoltre, sono stati pubblicati, in questi anni, sulle principali riviste italiane di letteratura. Ha ideato e curato sei edizioni di “Succursale mare” (spazio periferico permanente), luogo di approfondimenti culturali e di incontro tra le arti e le forme di scrittura.

 

Immagine di Laura Makabresku

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