Il silenzio onesto delle cose è una raccolta poetica che nasce come memoria. La memoria di tutte quelle cose, materiali e non, che hanno odore e sapore di chi manca. E mancherà per sempre.

*

Dalla presentazione di Natàlia Castaldi

[…] Leggere i versi scarni, essenziali di Antonella è come vedermi nel riflesso di uno specchio; capire il suo dolore, le sue assenze è osservare me stessa e leggermi dentro. Leggere Il silenzio onesto delle cose è cogliere le voci nascoste nelle cose, negli oggetti, sulla pelle. Un frastuono assordante di sensazioni urlate in silenzio, nell’apparente staticità “di ciò che non ci appartiene” più, semmai ci fossero appartenute.

É chiaro che io sia estremamente innamorata della sua parola, chiedo venia, ma vi consiglio di leggerla con attenzione e partecipazione, perché la scrittura di Antonella comunica, dice, disegna, graffia.

 

Da Il silenzio onesto delle cose (Carteggi letterari, 2019)

 

si producono notti
con il disordine negli occhi
abissi profondi
che s’incastrano sulla schiena
mentre la luna
moltiplica gli spettri
oltre le tende

*

c’è dell’ombra dentro ogni parola
e nel suono rovescio del freddo
a battere denti
nei tronchi nudi degli alberi
mentre la luce
invade la gola come un taglio

*

sedermi nella carezza del sole
che avviene puntuale
quando l’eco
sparpaglia i nostri nomi nel buio,
cercarli a memoria
– come bambini che gattonano
nel fruscio delle stelle
che dondolando fra i denti
il conto inesatto dei respiri

*

la nascita nel limite della presa
un buio che comanda alle braccia
il miagolare terso del sole
fatta fonte come porta indistinta e bianca
la prima madre
ha la bocca ingioiellata dal desiderio
e mostra contorni
che scendono come miele
mentre meduse spiccano tentacoli
come acqua gemella
la seconda madre
concede alla casa
l’ombra
mentre accade una nuvola
fra l’urlo che nasce come figlio
e il tempo che matura sugli scavi dei caduti
la terza madre
crepita di sale mentre
il latte sgorga e concede sangue
alla parola
e fiorisce poi come
un oceano disabitato

*

guardo le spalle del sole e mi sento infinita
ho parole spietate come uncini
nello scatto rossastro delle notti
che passano
numerandosi per dolore

 

Antonella Taravella (1977) nasce a Verona, dove attualmente risiede. Nel 2012 crea Words Social Forum-Centro Sociale Dell’Arte, sito che si occupa di varie tipologie d’arte. Nel marzo del 2013 fonda il Collettivo WSF, costola attiva del sito, per la creazione di eventi multidisciplinari. Nel 2013 cura, con Enza Armiento e Sebastiano Adernò, l’antologia No Job: Visioni Del Paese Irreale, che ha come obiettivo la raccolta di fondi per borse lavoro destinate alle vittime della crisi economica. Suoi testi sono presenti in diverse antologie, riviste e blog letterari. Tra le sue pubblicazioni: Gravida è la notte (Ed. Lulu, 2008); Vertigini Scomposte (Edizioni Smasher, 2009); Sbocciata nelle viscere (Edizioni Smasher, 2011); Aderenza (Edizioni Smasher, 2012); La pietà del bianco (Carteggi Letterari, 2016).

 

Immagine: Rita Bernstein

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