da Fortissimo (Minerva 2019)

 

Diviso tra i dubbi dell’esserci
e l’essere in me,
dovevo ai miei oggetti,
i cosiddetti effetti personali,
tutti i significati sottomessi,
per non diventare matto,
per non sacrificare le viscere.
Sfogliavo il quotidiano:
la vita è un trapasso
dalla pagina delle missive,
«Egregio Direttore Le scrivo siccome…»,
a quella dei necrologi,
«ti salutano i tuoi cari».

 

*

 

Si allontanavano alla svelta
ammutoliti dal boato.
La menzogna rompeva gli argini
dietro di loro
e l’incertezza copriva il viale,
le chiome inermi degli alberi, il cielo.
Loro correvano a chiudere le porte
di casa, giravano altrove
lo sguardo, alzavano le spalle.
E si perdevano incantati
davanti alle rispettive tv,
ma nei salotti sbagliati.
La menzogna dilagava e s’increspava
la pelle di ogni misero orizzonte,
in caso un dubbio fosse strisciato sotto l’uscio:
un sibilo, uno soltanto
li avrebbe traditi.

 

*

 

Andavi in bestia
quando non pescavi gli assi dal mazzo.
Giocavi d’istinto, senza malintesi
o debiti da saldare,
senza lo sguardo vitreo
di chi non ha più fede nel banco.
E avresti fatto carte false
pur di non prendere un buco,
di non perdere il giro;
così bastava risponderti:
«Ma nonno, che dici, è solo un tre»,
per farti desistere
con una sofferta sicurezza
stretta in mano.

 

Matteo Bianchi si è specializzato in Italianistica a Ca’ Foscari sul lascito lirico di Corrado Govoni. È libraio e giornalista. Ha pubblicato le raccolte Fischi di merlo (Edizioni del Leone 2011), L’amore è qualcos’altro (Empirìa 2013), La metà del letto (Barbera 2015), Fortissimo (Minerva 2019) e la plaquette Un’ombra in due (L’Arca Felice 2014). È stato presentato su “Gradiva” sia da Giancarlo Pontiggia che da Francesco Scarabicchi. Suoi versi sono apparsi sulle antologie Quadernario (a cura di M. Cucchi, LietoColle 2016) e Il silenzio acuto del mattino (a cura di G. Sica, Giulio Perrone 2012), sulle riviste “L’immaginazione”, “Soglie”, “Capoverso”, “La Clessidra” e “Il Filorosso”. Suoi contributi critici, invece, su “Il Ponte”, “Semicerchio”, “Letteraria”, “Il Segnale” e “Atelier”, di cui ha curato il monografico sulla poetica di Anna Maria Carpi (n. 73, marzo 2014).

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