da Se ti lavardi contro luse (Supernova Edizioni, 2018)

L’eco del matin

Rompe l’atesa
el matìn, co’ l’eco dei passi
el zoga a rimpiatìn, sonadine
de pièra tra le cali nue, spogiàe
dal silenzio.
Queta
in mezo a la laguna
venessia la se destràca, pian
pianin la se svegia cofà ‘na sirena
o ’na baldraca, in variassion
de luse tintìna l’aria e i cavéli
la se carezza, co’ la coa
la bataìssa l’aqua.

L’eco del mattino. Rompe l’attesa / il mattino, con l’eco dei passi / gioca a rimpiattino, sonatine / di pietra tra le calli nude, spogliate / dal silenzio. // Quieta / in mezzo alla laguna / venezia si stiracchia, pian / pianino si sveglia come fa una sirena // o una baldracca, in variazioni / di luce tintinna l’aria e i capelli / si accarezza, con la coda / ondeggia l’acqua.

La morte

Anca la morte bala
a carneval tintinando i so ossi,
gran zentildona in svanimento
per el rosso fez de un gran
visir! vardème che sestìn,
cussì sbeletàda in ato real,
cofà ’na regina in senegiamento
teatral! che bota de superbia,
che strighesso, mi per l’istantanea
gò ’na vera passiòn! vardème in tempo
reale mi so universale!Ma cossa
gavè capio tuti scaturìi?
su vegnì no’ ve farò del mal
ghe xe zà el morto
xe el carneval!

La morte. Anche la morte danza / a carnevale tintinnando le sue ossa /gran dama in deliquio / per il rosso fez di un gran / visir! Guardate che vezzosa / così truccata in atto regale / come una regina in posa / teatrale! che superbia / che suggestione io per l’istantanea / ho una vera passione! su guardatemi! in tempo / reale io sono universale! Ma cosa / avete capito tutti spaventati? / su venite non vi farò del male / c’è già il morto / è il carnevale!

Ali

Per quale magie,
drento ’na ziràndola de zali
zirasoli, gavémo desmentegà
i nostri nomi?
Per quale magie,
despersi in dolse
smarimento, spentonài da nove
ale, gavémo desmentegà
la tera soto i nostri pìe?

Ali. Per quali magie, / dentro una girandola di gialli / girasoli, abbiamo dimenticato / i nostri nomi? // Per quali magie, / persi in dolce / smarrimento, spinti da nuove / ali, abbiamo dimenticato // la terra sotto i nostri piedi?

Fabia Ghenzovich è nata e vive a Venezia. Ha partecipato alla prima Biennale di poesia “Officina della percezione” premio Lorenzo Montano –2004 a Verona – e nel 2005/2006 al FestivalVerona poesia. Si dedica a “Metropoli”, testi musicati in stile rap rappresentati a Venezia, Mestre, Padova e a Milano (con Milanocosa). Ha pubblicato tre libri di poesia : Giro di boa, Il cielo aperto del corpo, Totem. Ha ottenuto numerose segnalazioni a concorsi di poesia, nel 2009 il secondo premio per la silloge inedita al concorso Guido Gozzano, nel 2014 il terzo premio al concorso nazionale poesia scientifica Charles Darwin ed è stata finalista al Premio Astrolabio per silloge inedita. Ha partecipato a numerosi festival di poesia tra i quali: “Festival delle Arti” (Venezia 2014), “Arts’ Connection” (Museo del vetro di Murano -Ve. 2014 e Palazzo da Mula 2015), al festival internazionale di poesia e arte “Grido di donna” (Venezia casa Goldoni 2014), “Bologna in lettere” (2015), “Congiunzioni, festival di poesia, scrittura, fotografia e video arte” (Biblioteca di Spinea –Venezia 2015) e tanti altri.

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